martedì 21 luglio 2009

Un ritorno in grande style ..

sabato 30 maggio 2009

30 Maggio 2009

30 Maggio 2009, il blog è vivo, ancora, e lo sarà fino a quando ognuno degli iscritti avrà argomenti e opinioni di cui discutere e per cui confrontarsi. Vi invito pertanto a tornare ad incontrarci qui, perché questo è il nostro mondo, un posto unico dove amicizia sentimento e libertà avranno sempre un piccolo ma esclusivo luogo d'incontro, lontano dal rumore e dal caos dell'ordinaria social web life. Vi aspetto. Buonanotte a tutti.

martedì 14 aprile 2009

Abruzzo, la dignità e l'orgoglio di gente che sa cos'è il pudore dei sentimenti

Dal Secolo d'Italia, edizione domenicale del 12 aprile 2009
«Villa Sant’Angelo era una bomboniera. Ne andavo davvero fiero. Ora non mi resta che essere fiero dei suoi abitanti». Pierluigi Biondi (nella foto a destra), giornalista 34enne, collaboratore del nostro Secolo, è il primo cittadino di un borgo che, come altri, è stato cancellato dal sisma della settimana scorsa. L’hanno definito, senza esagerare, il «sindaco-eroe». Perché, come i suoi compaesani, non si è risparmiato. Ha consumato in silenzio e in fretta le sue lacrime e si è rimboccato le maniche, come fosse la cosa più naturale da fare. Scavare a mani nude. Aiutare gli altri. Perfino consolare. Nel buio e nella polvere che ti avvolgono. Organizzare il futuro, il mestiere più difficile. Nelle sue parole amare c’è il rammarico di chi ha visto sbriciolarsi in pochi secondi il lavoro di tanti anni, ma anche la fierezza di chi è pronto a ricominciare. Di chi vuole ripartire.
Il racconto del terremoto che ha flagellato il territorio aquilano è tutto in quella frase asciutta, priva di autocommiserazione. La devastazione di luoghi bellissimi, dall’imponente valore storico e simbolico, come la Torre medicea di Santo Stefano di Sessanio, e ancor di più la basilica di Collemaggio, chiesa della Perdonanza e di Papa Celestino V. I paesi rasi quasi interamente al suolo, località dai nomi sino a ieri pressoché ignorati dalla grande opinione pubblica: Onna, Paganica, San Demetrio, San Gregorio, Pianola, Poggio Picenze, Carapelle Calvisio... E le vittime, naturalmente. Persone comuni che si sono ritrovate, loro malgrado, protagoniste per una notte, l’ultima della loro vita. Tante storie drammatiche. Poche a lieto fine: il salvataggio dei sette bimbi della casa famiglia “Immacolata Concezione” che a San Gregorio da sempre ospita piccoli bisognosi; Marta, la studentessa teramana rimasta bloccata sotto le macerie per 23 ore; Francesca, la ragazza di Loreto Aprutino che si è salvata annodando le lenzuola e calandosi in strada dal balcone. Meno fortunato di lei un altro ragazzo di Loreto, Giuseppe Chiavaroli, campioncino di calcio passato dalle giovanili della Fiorentina, morto lunedì scorso a seguito delle ferite riportate. Una vera e propria strage di studenti. È crollata persino la Casa dello studente, l’edificio moderno che si è piegato su se stesso seppellendo i sogni dei tanti ragazzi che avevano scelto l’ateneo aquilano per gli studi universitari.
Cifre che si rincorrono, morti che ci si ostina a chiamare dispersi, le speranze che si affievoliscono con il passare delle ore, l’eroismo dei soccorritori provenienti da tutto il mondo e di chi si è salvato ma non ha nessuna intenzione di scappare, pronti a frugare tra i detriti per strappare più persone possibili alla notte. Malgrado le scosse continuino a minacciare nuovi crolli. Incuranti del pericolo. Li hanno chiamati, con una piccola concessione alla retorica, “gli angeli delle macerie”. Una gioventù che accorre da tutta Italia. Non per mettersi in fila a un casting sperando di partecipare a un reality show. Ricordano, piuttosto, i volontari dell’alluvione di Firenze.
Un esempio tra tanti, quello offerto da Guido Liris (foto a sinistra), medico 29enne specializzando in igiene e medicina preventiva. La sua Pianola va in frantumi ma lui non si perde d’animo. Si precipita in strada, il tempo di estrarre dalle pietre che lo ricoprono il corpo senza vita dello zio e di salvare la cugina, riparata da un armadio incastrato nel muro a mo’ di capanna, e già organizza un primo soccorso per i feriti. All’alba è ancora in prima linea, all’Ospedale San Salvatore. Costata nove volte più del previsto, tirata su in ventisette anni di sprechi, la struttura è al limite del collasso. Bisogna evacuare in fretta tutti i reparti, persino la rianimazione. Senza poter usare l’ascensore, caricandosi sulle spalle un paziente dietro l’altro mentre la terra continua a tremare e i calcinacci vengono giù. E poi il ritorno a Pianola, la decisione spontanea e immediata di organizzare un punto medico nello spiazzo del campo sportivo dove chi l’ha scampata si è rifugiato per cercare un minimo di tranquillità. Per avere l’autorizzazione il Centro emergenze pretende la presenza di un medico che se ne prenda la responsabilità. Guido non ci pensa due volte: è un medico, conosce le patologie di ogni singolo compaesano, sa chi sta male davvero e chi è solo emotivo ma non per questo va trascurato, anzi. Adesso il punto medico di Pianola, con oltre duecento volontari della protezione civile, settecento persone che vi pernottano e oltre duemila pasti giornalieri, è uno dei più efficienti del dopo-terremoto e Guido è lì. «Non mi allontano neanche per un minuto, non c’è altro posto al mondo dove vorrei essere se non tra la mia gente». Un’ultima cosa, però, ci tiene a dirla: «Le istituzioni, tutte, ci sono vicine, scrivilo!».
Ed è vero, malgrado del palazzo della prefettura non sia rimasto altro che una facciata martoriata, lasciando il governo sfollato tra gli sfollati, gli uffici – insieme con il nuovo prefetto – ospitati dai Vigili del Fuoco. I primi a intervenire, insieme alle forze dell’ordine, alla Forestale, alla Guardia di Finanza e agli Alpini, che qui hanno le caserme. La Provincia rimane inagibile, la presidente Stefania Pezzopane ha avuto un luto in famiglia, ma non fa mancare il suo supporto. La Regione non ha più uffici operativi, eppure il governatore Gianni Chiodi (nella foto a sinistra) non ne vuole sapere di arrendersi. «Avremo 25mila persone che non potranno rientrare a casa, un evento senza precedenti. Ma gli abruzzesi sono persone forti, più forti del terremoto». Donne e uomini che, diceva il pescarese Ennio Flaiano, «conoscono il pudore dei sentimenti», abituati come sono a una concretezza misurata da una geografia aspra e da una storia che non ha mai concesso sconti. Non è certo il primo terremoto, questo. L’Aquila ne ha subito uno apocalittico nel 1703 con 6000 morti. E nel 1915 il terremoto di Avezzano ne ha contati in tutta la Marsica quasi 30.000. Eppure anche in quelle occasioni la gente seppe reagire con una compostezza incredibile. «Quello che più mi sorprese – scrisse nell’autobiografico Uscita di sicurezza (1949) Ignazio Silone, che in quella sciagura perse la famiglia – fu la naturalezza con cui i miei paesani accettarono la tremenda catastrofe». È quello che confermano le reazioni dignitose degli anziani e i loro volti intatti, com’erano le loro case. «Facce d’Abruzzo – ha scritto la narratrice Silvia Balestra – gente legata alla terra, che pure il mondo l’ha percorso in lungo e in largo, ma che di terra riconosce solo quella. E pare di vedere, in queste facce e in questi sguardi diritti, qualcosa di simile alla saggezza e all’orgoglio».
Lo Stato c’è – dicevamo – e oggi è atteso il presidente della Camera Gianfranco Fini, che passerà la Pasqua insieme agli sfollati. Non si tratta di politici che vengono a fare passerella, come ha detto chi, pensando di avvantaggiarsene politicamente, non perde il gusto della polemica neanche in questi momenti e, forse, avrebbe preferito uno Stato assente. Mai come stavolta le istituzioni, in una gara di solidarietà senza precedenti, si sono dimostrate così reattive. Pronte a dare il loro contributo ma anche attente a dare sollievo a un’umanità dolente. Nel campo attrezzato dalla Protezione civile a San Vittorino, la piccola Arianna ha festeggiato i suoi nove anni, in una tenda blu che sarà la sua casa ancora per un po’, con altrettante candeline da spegnere e un invitato speciale: Gianni Alemanno. «Nel 1980, col Fronte della Gioventù – ha ricordato il sindaco di Roma – andai in Irpinia come volontario. Sono rimasto dieci giorni: un’esperienza dura, ma anche bella». Non è mancato il presidente Giorgio Napoletano, quasi infastidito dai flash: «Non sono venuto qui a farmi fotografare – ha detto – ma a portare il mio sostegno alla popolazione e ai soccorritori». E tra i tanti ministri accorsi, c’è stata anche Mara Carfagna, che s’è portata dietro i pediatri clown per distrarre bambini che hanno ancora la paura negli occhi. Alcuni di loro hanno perso i genitori, altri i nonni o i cuginetti, persino i compagni di scuola. Ridono e giocano ma poi chiedono di tornare a casa. Non sarà possibile tanto presto. La normalità non abita più qui. C’è molto da fare per riavere una quotidianità serena. Per dare un futuro alla piccola Giorgia, venuta al mondo poche ore prima della famigerata scossa delle 3.32 di domenica notte.
Nel frattempo il ministro Maria Stella Gelmini ha annunciato un decreto che, consentendo di superare il vincolo minimo dei 200 giorni di lezione per la validità dell’anno scolastico, di fatto farà sì che nessuno studente perda l’anno. Una “promozione” anticipata che, per una volta, non sarà festeggiata dagli studenti. La realtà parla d’altro. C’è il dolore dei familiari delle vittime, le migliaia di feriti da curare, la necessità di dare risposte immediate ai senza tetto, le imprese da sostenere, gli sciacalli – e i soliti idioti che non trovano di meglio da fare che seminare il panico con falsi allarmi – da combattere.
Si scorre l’ormai definitivo e lunghissimo elenco delle vittime, le foto sorridenti pubblicate dalla stampa locale, con il terrore di trovare il nome di un amico, di un collega. «L’elenco? – si sorprende Pierluigi Biondi – Qui ci conosciamo tutti, siamo un’unica grande famiglia». Li conosce uno per uno, i 17 “caduti” del suo comune. Anche L’Aquila, con i suoi 70.000 abitanti, è poco più di un paese. E se è vero che sono caduti tanti, troppi campanili di Chiese, è altrettanto vero che sono venuti meno anche quei piccoli e stupidi campanilismi che a volte resistono nelle province italiane. Non è retorica dire che nelle difficoltà gli uomini danno il meglio di loro stessi. Ma c’è anche chi non sa aspettare e le calamità naturali va ad affrontarle dove si presentano, esprimendo la generosità in silenzio, senza ostentazione. L'aquilano Sandro Spagnoli (nella foto a sinistra), 52 anni, dipendente regionale, disaster manager e responsabile delle missioni internazionali di Nuova Acropoli, associazione di volontariato con sede in 54 Stati, era uno di loro. Un destino assurdo, il suo: dopo aver girato il mondo, letteralmente, per guidare le squadre di soccorso ovunque ce ne fosse bisogno – dalla Thailandia devastata dallo tsunami ai sismi in Pakistan e Indonesia del maggio 2006 con epicentro nell’isola di Giava – è stato raggiunto e ucciso dal terremoto in casa. Anche nel suo nome, la città di Federico II deve continuare a vivere.

sabato 28 marzo 2009

Parole Parole Parole

Ascolto Gianfranco Fini al congresso fondativo del nuovo partito del Berlusca. Belle parole, grande etica e moralità indiscutibile. Ma perché ha scelto la via dell'estinzione ?

martedì 24 marzo 2009

Scusate il ritardo ..

Sia fatta chiarezza su questo uomo piccolo e fragile, che ieri è uscito di prigione, dopo esser stato ingiustamente accusato di uno stupro che non ha mai commesso. Karol è un ragazzo timido ed introverso. Quando stamattina sono entrato nella stanza d'albergo dove alloggia ha avuto paura e si è tirato indietro. La sua interprete mi dice che l'hanno picchiato a sangue, poi si è calmato perché ha capito che non sono un poliziotto, quindi gli ho dato la mano, e lui, porgendomi un sorriso assolutamente privo di dentatura, invece di stringerla, l'ha baciata, in segno di rispetto e devozione, mi ha detto lei. Karol ha 36 anni, è alto un metro e 55cm e porta 38 di piede. L'hanno tirato fuori di galera senza lasciargli nulla. Non una maglia, un pantalone, un paio di scarpe. Da ieri sera è blindato in un albergo di Roma con una giornalista che gli ha comprato degli abiti, e che farà stasera la sua esclusiva in qualche programma televisivo. Prima di essere arrestato faceva le pulizie in un campo rom per 3 euro al giorno. Ha un orecchio devastato dalle percosse ed è terrorizzato da presenze estranee. Ieri era un mostro, oggi una vittima indifesa. Spero trovi il suo posto nel mondo.

lunedì 2 febbraio 2009

Hump attacks

L'altro giorno .. a casa mia, lo pseudocane Yagi dava evidenti segni di insofferenza.. una instabilità causata per lo più dalla mancanza di partner. Molestava qualsiasi cosa gli capitasse a tiro. Yagi, infatti, non si è mai accoppiato, ed ha quasi tre anni. Oggi, finalmente, on line, ho trovato una valida soluzione ..

sabato 31 gennaio 2009

Ciao Mike

giovedì 22 gennaio 2009

BELLO!

Ieri sero ho visto il puntatone di portaporta su AlBano e mi sono gasato come una bestia.......

Consigli per l'ascolto:
Munirsi di cuffie o impianto stereo adeguatamente tarato, portare il volume in zona 7/9 e mentre si canta il ritornello gridare ad alta voce "AlBano sei forte"!

Buongiorno mondo



Ebony and Ivory live together in perfect harmony
side by side on my piano keyboard,
oh Lord, why don't we?
We all know that people are the same
where ever we go
There is good and bad in ev'ry one
We learn to live, we learn to give each other
what we need to survive together alive
Ebony and Ivory live together in perfect harmony
side by side on my piano keyboard,
oh Lord, why don't we?
Ebony, Ivory living in perfect harmony
Ebony, Ivory, ooh
We all know that people are the same
where ever we go
There is good and bad in ev'ry one
We learn to live, we learn to give each other
what we need to survive together alive
Ebony and Ivory live together in perfect harmony
side by side on my piano keyboard,
oh Lord, why don't we?
Side by side on my piano keyboard,
oh Lord, why don't we?
Ebony, Ivory living in perfect harmony

martedì 20 gennaio 2009

Obama Day



Si stimano in oltre 2 milioni le persone arrivate a Washington per il giuramento, per i più fortunati la possibilità di assistere alla cerimonia da sotto la tribuna dove sono state collocate 28mila sedie: oltre 240mila i posti in piedi per chi possiede biglietto. Per seguire l'evento i convenuti possono comunque rivolgere lo sguardo ai 24 maxi-schermi installati lungo The National Mall, che si estende da Capitol Hill al Lincoln Memorial.
C'è grande attesa per il discorso che si preannuncia essenziale e stringato lungo solo 17 minuti, in ossequio alla scaramanzia che vuole fortunati i presidenti il discorsi di insediamento durano pochi minuti.
Imponenti le misure di sicurezza. Per l'occasione schierati oltre 8.000 poliziotti, 7.500 militari, 10mila membri della Guardia Nazionale equipaggiati in modo eccezionale per prevenire il rischio di attentati. Prevista anche la presenza di centinaia di agenti dell'Fbi.
Una manifestazione imponente costata, nonostante la crisi economica che affligge il paese, 150 milioni di dollari, quasi quattro volte quella di Bush. Una celebrazione il cui fasto è direttamente proporzionale alle aspettative sul presidente.

venerdì 16 gennaio 2009

qualcosa che .....

Antropologia dei sensi



Antropologia dei sensi
Helmuth Plessner
Prezzo € 11,00
Dati 2008, 123 p.
Editore Cortina Raffaello (collana Minima)

Helmuth Ptessner, uno dei fondatori dell'antropologia filosofica, indaga sulla dimensione corporea della nostra esistenza. Qual è il "senso dei sensi"? Perché la vista risulta più legata alla conoscenza scientifica rispetto agli altri sensi? Cosa succede quando qualcosa viene tradotto da un senso a un altro, da un gesto a un suono, da una parola a un grafico? La principale novità sta nel fatto che si conduce un esame specifico delle diverse modalità sensoriali e delle prestazioni culturali a esse legate, dal rappresentare al danzare, dal parlare al calcolare, facendo chiarezza sui vari modi in cui facciamo esperienza del mondo.

What do you think about ?

giovedì 15 gennaio 2009

a proposito di Motown ..STUDIO54

Posizionato al 254 Ovest della Cinquantaquattresima Strada a Manhattan, tra la Settima e l'Ottava Avenue, inaugurato nel 1977 e chiusa nel 1986, lo Studio54 è stato il discoclub più prestigioso della storia. 1.800 metri quadrati di pista, bombardati da uno spiegamento di 54 differenti effetti luce, fiamme di stoffa svolazzanti, strisce di alluminio che ondeggiavano, neon rotanti, luci stroboscopiche e torri di riflettori colorati che diffondevano luci intermittenti e che si alzavano e si abbassavano sui mille ballerini che potevano accalcarsi sulla pista. Bufere di neve sintetica investivano l’intero spazio e palloni di varie fogge e dimensioni venivano lanciati in momenti prestabiliti. Il celebre Uomo sulla Luna veniva fatto scendere all’acme dalla frenesia notturna per offrire ai presenti lo scintillante contenuto di un cucchiaino d’argento. Allestito all'interno di un teatro che fino al decennio prima fungeva da studio televisivo, aveva come caratteristica principale l'altissimo grado di selezione, le provocazioni al costume e la stravaganza delle serate.

mercoledì 14 gennaio 2009

Motown records 50th anniversary

12 Gennaio 1959: Un giovane autore afro-americano fonda la Tamla Records…
… quel ragazzo è Berry Gordy. Grazie alla sua famiglia, che gli presta 800 dollari, ha inizio un sogno, oggi meglio conosciuto con il nome di “Motown”.........Non dico altro....


martedì 13 gennaio 2009

Il Diavolo.. e la lista dei testimoni



Nella lista di 498 possibili testimoni citati da Luciano Moggi e dal suo legale Paolo Trofino in vista del processo su Calciopoli, c'è anche il premier Silvio Berlusconi.

Il processo prende il via il 20 gennaio al tribunale di Napoli. Secondo il quotidiano 'Il Mattino' , l'ex DG della Juve della Juventus ha citato praticamente tutti i presidenti delle squadre di A dei campionati 2004/05 e 2005/06, ma anche i vertici federali di allora.

Ma anche i pm Filippo Beatrice e Giuseppe Narducci hanno preparato una lista di tutto rispetto, avendo citato 108 testimoni: dal maggiore dei carabinieri Attilio Auricchio (che ha condotto per due anni l’inchiesta sul mondo del calcio) fino ad allenatori come Carlo Ancelotti, Carlo Mazzone e Zdenek Zeman, oltre ad Adriano Galliani e Roberto Mancini.

Il processo dovrà stabilire se esistesse davvero un "sistema" capace di garantire un cammino sportivo agevolato alla Juventus attraverso la corruzione di arbitri e guardalinee.

sabato 10 gennaio 2009

Buon week end a tutti .. see you soon

venerdì 9 gennaio 2009

Oggi è il mio compleanno e ho deciso di rifarmi l'auto..

Dopo mesi di appiedate e prestiti vari, ho finalmente deciso di ricomprare un auto. L'ardua scelta verte su tre modelli, che si equivalgono per design, dotazioni, e affidabilità ..







mercoledì 7 gennaio 2009

“No line on the Horizon”


Sono due le date che i fans degli U2 devono segnare sul calendario: il 2 marzo, data di pubblicazione di “No line on the Horizon”, il dodicesimo album di studio della band, e il 3 luglio. Sarà questo il giorno in cui Bono Vox e soci torneranno a suonare dal vivo in concerto in Italia, e secondo indiscrezioni la location dell'evento potrebbe essere la Reggia di Venaria, alle porte di Torino.

Le registrazioni sono cominciate a Fez in Marocco lo scorso anno, sono proseguite a Dublino nello studio della band, a New York presso il Platinum Sound Recording Studio e sono state completate all’Olympic Studio di Londra.

"Somiglia ad un album degli U2, ma non è simile a nulla di ciò che abbiamo fatto finora; e non è simile a nulla di ciò che c'è in giro al momento". Così The Edge, il leggendario chitarrista degli U2, ha detto del nuovo album del gruppo irlandese.

Il disco, prodotto da Brian Eno e Danny Lanois con la collaborazione di Steve Lillywhite.

1991

lunedì 5 gennaio 2009

Altro anno altra merda ..

E'iniziato un altro anno, il trentaseiesimo per me, e le notizie sono sempre le stesse. Crisi economica, disoccupazione, criminalità, carestie, guerre. Nulla è cambiato se non la speranza che domani possa esser migliore, ma il Paradiso è un astuta bugia ..

domenica 28 dicembre 2008

Ennio Morricone, Oscar alla carriera? Mah!!!

Cazzeggiando in rete ripensavo all' Oscar dato al Mestro nel 2007, io non ci sarei neanche andato a ritirarlo.
Cazzoni Americani.

Ecco le cinque Nomination agli oscar del "Maestro Italiano" che non hanno mai vinto:
1979 Days of Heaven:

1987 The Mission:

1988 The Untouchables:

1992 Bugsy:

2001 Malena:

La sfiga di Martin Scorsese, che non riusciva mai a prendere una statuetta.

giovedì 18 dicembre 2008

Uno scienziato accende il "computer" inventato dai greci 2mila anni fa



MILANO - Un misterioso congegno meccanico simile ad un orologio. Venne scoperto nel 1901 da alcuni pescatori nelle acque vicino a Antikythera, un'isolotto sperduto nel Mar Ionio della Grecia. Sembrava soltanto un blocco di ruggine agli occhi degli archeologi, che non diedero tanta importanza allo strano reperto ripescato da un veliero affondato. Quando però lo strano oggetto si ruppe nelle stanze degli archivi del Museo di Atene dov'era custodito vennero alla luce delle ruote dentate - gli scienziati si accorsero subito di essere di fronte a qualcosa di molto particolare. Era stato trovato il più vecchio "elaboratore" del mondo. Secondo gli scienziati del tempo il meccanismo di Antikythera era stato costruito per effettuare complicati calcoli astronomici: dal moto del Sole e della Luna nello Zodiaco a quello dei pianeti, ma anche per determinare le eclissi.

COPIA ESATTA - Si calcola che il meccanismo sia stato costruito 150 anni prima della nascita di Cristo. E' composto da una trentina di ingranaggi in bronzo con una sottile dentatura. Gli archeologi parlarono di un capolavoro dell'ingegneria, uno straordinario reperto di tecnologia antica. Poi per un secolo più nulla. Ora, Michael Wright, ex curatore della sezione di Ingegneria Meccanica del Museo delle Scienze di Londra, ha ricostruito l'antico apparecchio. Una copia esatta: con le stesse dimensioni, gli stessi materiali riciclati. Insomma, quasi come l'originale. E la cosa incredibile è che questa copia - teoricamente - funziona nello stesso modo dell'originale. In un video pubblicato su YouTube nei giorni scorsi, ripreso dai maggiori blog e riviste tecnologiche, il ricercatore spiega il funzionamento del computer Antikythera.



PREVISIONI - I comandi, dice Wright, sono relativamente semplici: girando una manopola, posta sul lato dell'oggetto, è possibile scorrere i quadranti sovrapposti e, dalla combinazione di questi, prevedere i vari eventi astronomici. Basandosi sui modelli dell'antica Grecia si possono anche raffigurare le posizioni dei vari corpi celesti. Sulla parte davanti di questo blocco di bronzo era possibile notare delle iscrizioni del calendario greco ed egizio mentre le lancette mostravano le posizioni della Luna e degli allora cinque pianeti conosciuti. Sul retro, invece, due indicatori: uno mostrava un calendario di 19 anni e le Olimpiadi e il secondo quando ci sarebbero state eclissi di Luna e solari.

ZONE D'OMBRA - Da decenni il meccanismo di Antikythera non ha mancato di suscitare impressione ed interrogativi presso molti studiosi. La sua reale funzione è rimasta sconosciuta per lungo tempo, il suo utilizzo e fino ad oggi stato chiarito solo in parte. Infatti, ci sono ancora molte zone d'ombra sul funzionamento di questo strumento. Nel frattempo si sa che le poche incisioni decifrate sono una sorta di guida pratica

dalle Poesie Apocrife di J.D. Morrison

Il mio tempo è un ascensore di nebbia

che sale verso un tetto estremo

verso un domani

che mi aspetta indifferente.

Il panorama delle mie nostalgie

lo spettacolo del mio stato di grazia

visioni senza vertigini

negli occhi della memoria

lunedì 15 dicembre 2008

Ode in morte della musica



Il buio, il fuoco, il desiderio. Ode in morte della musica
Gino Castaldo
Prezzo € 11,50
Dati 2008, 155 p., brossura
Editore Einaudi (collana Einaudi. Stile libero)

La musica è finita ogni volta che qualcuno l'ha uccisa, e ogni volta, per questo, è rinata. È finita quando John Cage fece eseguire il suo silenzio, e nello stesso periodo nacque il rock'n'roll. È finita quando è morto John Coltrane, e Jimi Hendrix incise il suo primo disco. Oggi nessuno più la sfida, niente più ne segnala la fine, e forse è per questo che la musica è davvero morta. O almeno sono morti i suoi elementi guida. Lo scenario in apparenza ottimista del mondo tecnologico e connesso non è che un simulacro: la musica impazza su computer e telefonini, domina i messaggi pubblicitari, inonda gli spazi del mondo contemporaneo, ma non è la "musica di oggi", il nostro tempo non ha ancora la sua colonna sonora. La musica non si è evoluta: è un organismo agonizzante. Che ne è della passione, del fuoco sacro che ne ha accompagnato l'evoluzione nella lunga storia discografica? Castaldo ne analizza spietatamente l'identità perduta. Segue, come in un'elegia, le tracce del fuoco, del buio e del desiderio, i tre elementi senza cui la musica non ha ragione di esistere. E apre, infine, una finestra sul futuro.